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Qatar e Messico fra i maggiori acquirenti di ville di lusso in Toscana

Non conosce sosta il trend pluriennale delle tenute e delle ville ultra lusso di Toscana, con “pedigree” di provenienza o meno. Piacciono piscina, uliveto e vigna se in campagna; il terrazzo è irrinunciabile nelle città d’arte. E la domanda si fa sempre più geograficamente trasversale.

La società immobiliare della casa d’aste britannica fa sapere che gli uffici territoriali di Firenze e Lucca hanno siglato anche operazioni record da 20 milioni di euro sull’Argentario. Figurano, fra le ville-capolavoro della regione italiana più ambita dai clienti wealth internazionali una spettacolare villa allo Sbarcatello (nel 2022) e una villa michelangiolesca da 9 milioni a San Casciano (nel 2023). Le vendite che hanno superato i 2 milioni di euro sono oltre 20, incluse proposte di pregio storico come appunto la villa appartenuta a Paolina Bonaparte, la sorella prediletta di Napoleone immortalata anche da Antonio Canova sul celebre sofà. Il prezzo? Qualcuno ne ha fatto la sua residenza per 4 milioni di euro nel 2022.

Le richieste per una villa in Toscana arrivano da tutto il mondo. In particolare da Usa, Regno Unito, Olanda, Belgio, Germania e Francia. Ma le transazioni effettive, negli ultimi tre anni, sono state concluse con acquirenti provenienti principalmente da Italia (27%), Usa (20%), Regno Unito (12%), Germania (10%), Svizzera (7%), Francia (6%). Si notano le presenze di Messico (6%) e Qatar (6%), segno di una sempre maggiore trasversalità geografica del wealth. Non sorprende che la terra di Dante e di Michelangelo resti il sogno di chi cerca una magione da sogno nel Belpaese. La Toscana è una regione dalle molteplici sfaccettature, custode inestimabili tesori storici e naturali, dai borghi gioiello alle colline del Chianti, fino alle spiagge versiliesi, senza trascurare le città d’arte. Ancora oggi si presenta come quel “laboratorio” a cielo aperto in cui cultura, arte e letteratura sono rifiorite con il Rinascimento (e anche prima).

FONTE: We Wealth.com

 

Mercato immobiliare, aumenta la voglia di cambiare casa e la fiducia dei consumatori.

Dall’ultima Indagine sul Mercato Immobiliare Residenziale effettuata dall’Ufficio FIMAA-Confcommercio emerge che sono sempre di più le persone che hanno voglia di acquistare una nuova casa. In particolare, il numero degli interessati a comprare nell’arco di un anno cresce del 13,8%.

Gli associati FIMAA riportano che il mercato delle vendite nel 2023 ha vissuto una fase di transizione, inoltre, i dati dell’Agenzia delle Entrate evidenziano che nei primi nove mesi dell’anno le vendite sono calate dell’11,8% ma, stando alle rilevazioni degli associati FIMAA, il divario nell’arco dell’intero anno si ridurrà al 10,6%.

lnoltre, i prezzi sono cresciuti del 1,8%, influenzati anche dalle nuove abitazioni. Infatti, il Presidente FIMAA (Santino Taverna) sottolinea che “chi cerca casa presta sempre più attenzione a unità immobiliari efficientate energeticamente per un risparmio sui costi di gestione” ma che, nonostante un aumento della domanda  “risulta dimezzata la percentuale delle case nuove vendute rispetto al totale, per una carenza di offerta (17,7% nel 2023 contro il 34,8% del 2010)”.

Ad ogni modo, il miglioramento del sentiment generale si lega non solo alla diminuzione dei tassi di interesse sui mutui, ma anche gli alti canoni di locazione. Non solo, FIMAA segnala che:
- la forte richiesta di case in locazione ha spinto molti piccoli e medi investitori all’acquisto di abitazioni da mettere a reddito;
- i grandi investitori sono alla ricerca di immobili da mettere a reddito nelle prime location urbane o turistiche.

Secondo FIMAA, gli ostacoli agli scambi sono rappresentati da:
- gli alti costi di ristrutturazione;
- il timore per la congiuntura economica, i tassi dei mutui e l’occupazione;
- il quadro normativo e fiscale (come ad esempio la classificazione energetica e la tassazione sulle plusvalenze).

 

La casa al mare batte quella in montagna. La più cara è Forte dei Marmi.

L’analisi di Immobiliare.it confronta i valori nelle principali mete turistiche e rileva i trend dei prezzi nelle località di pregio italiane. Nella cittadina toscana, il costo medio del residenziale in vendita supera i 2 milioni di euro.

Il mare si conferma regno indiscusso del lusso immobiliare in Italia, con Forte dei Marmi a guidare la classifica delle località più costose, superando persino l’esclusiva Cortina d’Ampezzo. È quanto emerge da uno studio condotto da Immobiliare.it Insights, società specializzata in big data e market intelligence immobiliare.
Prezzi record sulla costa

Analizzando il costo medio delle abitazioni in vendita, Forte dei Marmi spicca con richieste che superano i 2 milioni di euro, seguita da Capri con quasi 1.4 milioni e Portofino con una media di 955mila euro. In contrasto, sulle montagne italiane, solo Cortina d’Ampezzo supera il milione, mentre Madonna di Campiglio, Courmayeur e Ortisei si collocano al di sopra degli 800mila euro.

«Le mete turistiche sulla costa - spiega Antonio Intini, chief business development officer di Immobiliare.it- vantano soluzioni di particolare pregio, con richieste che raggiungono cifre importanti grazie a plus come giardini e piscine, meno comuni nelle località montane».

Se si considerano gli appartamenti in condominio, Ortisei offre le superfici più generose con 111 metri quadri in media. Tuttavia, sopra i 100 mq, si distinguono Madonna di Campiglio, Cortina d’Ampezzo e Forte dei Marmi.

Per le soluzioni indipendenti, Cortina d’Ampezzo primeggia con ville di media 430 mq, seguita da Portofino e Courmayeur. Le località marittime si aggirano su una media di 250 mq.

 

FONTE: il sole 24 ore

 

Agevolazioni mutui per gli under36 anche con preliminare in 2023

Gli sgravi sui mutui per la prima casa per i giovani under 36 con Isee fino a 40mila euro verrà riconosciuto anche a chi ha firmato entro il 31 dicembre 2023 solo il contratto preliminare purchè il rogito sia concluso entro la fine del 2024. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto Milleproroghe depositato nelle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera, che dunque amplia la categoria di under36 che può usufruire degli aiuti.

 

FONTE: Ansa.it

 

Case, le agenzie vendono gli immobili nella metà del tempo di un privato

Secondo un’analisi di Reopla, a fronte di una media nazionale di 6,4 mesi per completare una compravendita, le tempistiche si abbassano a 5,8 mesi quando a occuparsene è un intermediario, contro i 12,2 mesi necessari tra privati. Anche il margine di trattativa si riduce con il primo e sale con i secondi

di Laura Cavestri

In Italia le agenzie immobiliari concludono la vendita di un immobile nella metà del tempo che impiega un privato. A fronte di una media nazionale ponderata di 6,4 mesi per completare una compravendita, le tempistiche si abbassano a 5,8 mesi quando a occuparsene è un’agenzia, contro i 12,2 mesi necessari tra privati. Allo stesso modo, il margine di trattativa (inteso come la differenza tra il prezzo richiesto sull’annuncio e quello della transazione), mediamente dell’8,6%, si riduce all’8,4% nelle compravendite gestite da agenzie, mentre sale al 10,2% nelle trattative tra privati.

Sono alcuni dei risultati che emergono dal report “Il ruolo di agenzie e privati nelle compravendite immobiliari - come cambiano tempi e margini di trattativa”, realizzato dallo strumento AgentPricing.com di Reopla, la società parte del gruppo Sprengnetter specializzata nella Big data Analysis e nella realizzazione di software innovativi e Avm (automated valuation mode) per il settore immobiliare.

 

La fotografia delle città

Ad oggi, il mercato immobiliare residenziale conta quasi un milione di immobili in vendita. L’85,9% di queste operazioni è gestito da agenzie immobiliari, il 14,1% da privati.
Bologna è la città che si affida di più alle agenzie (l’89,4% degli immobili), Messina quella dove sono più frequenti le trattative gestite da privati (25,2 per cento).

Se si analizzano le 15 principali città italiane per popolazione emerge che gli immobili affidati a privati vengono proposti a un prezzo che mediamente è il 13% più alto rispetto al reale valore di mercato: i sovrapprezzi più elevati si registrano a Venezia (+24,6%), Verona (+19,7%), Roma (+19,2%) e Genova (+17,1 per cento). Al contrario, la differenza minore si registra a Milano (+5,2%), Trieste (+6,5%) e Padova (+7,7 per cento).

«Dal report emerge che in Italia solo una piccola parte delle compravendite immobiliari è gestita da privati e che la grande maggioranza di immobili è affidata alle agenzie immobiliari – ha spiegato Patrick Albertengo, co-founder e managing director di Reopla –. Le trattative condotte dalle agenzie si concludono generalmente più velocemente e con un prezzo più vicino a quello di partenza, perché, a differenza dei privati che tendono a sovrapprezzare gli immobili, gli agenti immobiliari dispongono di maggiore esperienza nel settore e di strumenti tecnologici che consentono di effettuare valutazioni più oggettive e in linea con il reale valore di mercato dell'immobile».

 

Gli immobili affidati alle agenzie sono soprattutto quelli sopra i 145 mq. In tutta Italia sono circa 311.100 gli immobili che superano una metratura di 145 mq: l’88% degli immobili di questa tipologia sono affidati ad agenzie. La percentuale di immobili più alta (17%) affidata a privati si registra invece laddove la metratura è inferiore ai 50 metri quadri: questa categoria, però, è anche quella con meno unità in vendita a livello nazionale, 62.007 immobili.

È Roma la città italiana con il maggior numero di compravendite, 30.570, di cui 24.120 gestite da agenzie. Seguono Milano con 17.458 vendite (di cui 15.154 affidate ad agenzie) e Torino, 13.280 vendite (11.819 in agenzia). A registrare il minor numero di compravendite sono, invece, Trieste (1.405), Verona (2.093) e Messina (3.143).

Dove ci si affida di più alle agenzie e dove ai privati

Infine, dall’analisi di Reopla si osserva come nel Nord Italia prevalgano le transazioni gestite da agenzie immobiliari, mentre al Sud e nelle Isole sale la percentuale di vendite tra privati. Guardando alle città d’Italia con la più alta percentuale di vendite gestite da agenzie immobiliari, dopo Bologna (89,4%) in classifica ci sono Torino (89%), Trieste e Padova (entrambe 88,1 per cento). Se si considerano, invece, le città con la più alta percentuale di vendite tra privati il podio vede in testa Messina (25,2%), Catania (24,3%) e Napoli (22,5 per cento). Subito dopo compare Roma (21,1%) che è anche la città d’Italia con il numero più alto di transazioni gestito da privati, 6.450.

 

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Pene più severe per i mediatori immobiliari abusivi

Inasprimento delle sanzioni per chi svolge abusivamente la mediazione immobiliare. Sarà questo l'effetto delle modifiche normative - la cui entrata in vigore è fissata per il prossimo 15 febbraio - che, con un deciso giro di vite, puntano ad arginare l'abusivismo tra gli operatori del real estate, funzionando da deterrente per chi esercita la professione di agente immobiliare senza essere in possesso dell'abilitazione.

Il tema è particolarmente rilevante per il settore immobiliare, vista l'ampia diffusione del fenomeno dell'abusivismo. Secondo le stime rese note dal centro studi Fiaip, infatti, il totale delle provvigioni percepite indebitamente dagli agenti “irregolari”, ogni anno, sarebbe pari a 750 milioni di euro.
Le nuove norme - introdotte dalla legge numero 3 dell'11 gennaio 2018 (che si occupa principalmente di riordino delle professioni sanitarie), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 gennaio scorso - modificano il regime sanzionatorio per gli “abusivi” in due modi: facendo scattare il regime penale (previsto dall'articolo 348 del Codice Penale), già a partire dalla seconda infrazione per esercizio abusivo della professione (e non alla terza, come accade adesso) e incrementando le stesse sanzioni previste per gli abusivi (attraverso la modifica del suddetto articolo).

Nello specifico, la legge 3/2018 (articolo 12) modifica il Codice Penale e rende più pesanti le sanzioni per l'attività professionale svolta abusivamente previste dall'articolo 348: chiunque eserciti una professione senza esserne abilitato - recita la nuova versione del testo - è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10mila a 50mila euro. Un inasprimento che interviene soprattutto sul versante “economico”, quello più efficace (vista la sospensione condizionale della pena per la reclusione) per inibire i comportamenti illeciti: basti pensare che, secondo le norme tuttora in vigore, la multa per gli abusivi varia da 103 a 516 euro (mentre la pena della reclusione arriva a un massimo di sei mesi). Prevista inoltre la confisca delle “cose” - nel caso specifico, tra l'altro, degli immobili dove si svolge l'attività abusiva - “che servirono o furono destinate a commettere il reato”.

La stretta per gli abusivi si realizza anche attraverso le modifiche introdotte (sempre dalla legge 3/2018) alla stessa disciplina della professione di agente immobiliare. Si tratta della legge 39/1989, il cui articolo 8 riguarda il regime sanzionatorio per chi svolge l'attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo e prevede per gli abusivi (al comma 1) una sanzione amministrativa tra 7.500 e 15.000 euro e la restituzione delle provvigioni percepite; mentre rimanda alle sanzioni del Codice Penale (il suddetto articolo 348) solo alla terza infrazione per svolgimento abusivo della professione. Dal prossimo 15 febbraio, invece, i recidivi “cadranno” nel penale (con sanzioni più severe) già alla seconda infrazione.

L'inasprimento contro l'abusivismo è stato accolto con soddisfazione dal mondo associativo degli agenti immobiliari. “Si tratta di un risultato importante, inseguito dalla nostra associazione da lungo tempo e arrivato dopo sette anni di battaglie parlamentari - afferma Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip -: la piaga dell'abusivismo professionale, infatti, è la causa principale delle truffe che avvengono nel campo immobiliare”. Il segnale più forte che passa con la nuova normativa, sottolinea Baccarini, “è che svolgere l'attività professionale senza essere regolarmente iscritti al Rea comporterà conseguenze sempre più gravi: gli abusivi avranno una sola possibilità e, dopo essere incorsi nella prima sanzione amministrativa, rischieranno subito - se persistono nella condotta illecita - di subire gli aggravi penali previsti dalla modifica del Codice”.

 

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